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Bonus bagno 2026: detrazioni e IVA per la vasca in doccia

Bonus bagno 2026: detrazione 50% o 36%, IVA al 10%, agevolazioni per disabilità e fine del bonus barriere 75%. Cosa vale per la vasca in doccia.

di Soluzioni Doccia9 minuti di lettura

Preventivo per la ristrutturazione del bagno sul tavolo di casa

Il bonus bagno 2026, in realtà, non è un bonus a sé: è la detrazione per ristrutturazione, che nel 2026 vale il 50% per l'abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, più l'IVA agevolata al 10% sui lavori. Attenzione però: la sola trasformazione della vasca in doccia, di norma, non dà diritto alla detrazione, mentre l'IVA al 10% sì. In questa guida, aggiornata a ottobre 2026, vediamo cosa spetta davvero e come non perdere le agevolazioni per un errore di carta.

Una premessa importante: siamo idraulici, non commercialisti. Ti diamo le regole generali tratte dalle fonti ufficiali, ma verifica sempre il tuo caso con il commercialista o un CAF prima di pagare.

Bonus bagno 2026: cosa prevede la Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha prorogato per tutto il 2026 le percentuali più alte che erano previste per il 2025 (fonte: Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali", febbraio 2026). Ecco il quadro aggiornato.

Anno della spesaAbitazione principale (proprietario o diritto reale)Altri casiSpesa massima per unità
2025 e 202650%36%96.000 euro
202736%30%96.000 euro
2028–203330%30%48.000 euro

La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo, sulle tasse che paghi con la dichiarazione dei redditi. Significa che serve "capienza": se l'IRPEF che versi ogni anno è bassa, rischi di non recuperare tutto.

Chi ha diritto al 50%

Per l'aliquota più alta servono due condizioni:

  • essere proprietario (anche nudo proprietario) o titolare di un diritto reale come l'usufrutto all'inizio dei lavori;
  • che l'immobile sia abitazione principale, cioè la casa dove vivi abitualmente tu o un tuo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo).

Il familiare convivente, l'inquilino o il comodatario possono detrarre, se rispettano le altre condizioni, ma al 36% (fonte: Agenzia delle Entrate).

Un caso che vediamo spesso: il figlio che paga il bagno nuovo per i genitori. Se non è proprietario e non è convivente, potrebbe non avere diritto alla detrazione. Meglio chiarirlo con il commercialista prima di fare il bonifico, perché fattura e bonifico vanno intestati alla persona giusta.

Redditi sopra i 75.000 euro

Dal 2025 chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro ha un tetto all'insieme delle detrazioni, che comprende anche quelle edilizie (articolo 16-ter del TUIR). Se è il tuo caso, fatti fare il calcolo.

La trasformazione vasca in doccia è detraibile?

Questa è la domanda che ci fanno più spesso, e la risposta onesta è: da sola, di norma no.

Per l'Agenzia delle Entrate la sostituzione della vasca con un box doccia, se fatta come intervento singolo, è manutenzione ordinaria. E sulle singole abitazioni la manutenzione ordinaria non dà diritto alla detrazione: servono interventi di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione. La sostituzione dei sanitari può però diventare detraibile se è integrata o collegata a un intervento più ampio, come il rifacimento dell'impianto idraulico del bagno (fonte: FiscoOggi, rivista dell'Agenzia delle Entrate, 12 marzo 2025).

In pratica:

  • sola trasformazione (tolgo la vasca, metto piatto e box): niente detrazione, ma IVA al 10%;
  • trasformazione dentro una ristrutturazione con rifacimento degli impianti: la spesa può rientrare nella detrazione;
  • intervento per l'eliminazione delle barriere architettoniche conforme al DM 236/1989: può rientrare nella detrazione (ne parliamo sotto).

Diffida di chi ti promette "il 50% di detrazione" su una semplice trasformazione senza fare domande sul resto del lavoro: se poi l'Agenzia contesta, la detrazione la perdi tu, non chi te l'ha venduta. Per capire meglio la differenza tra una trasformazione e un lavoro completo, leggi come funziona la trasformazione vasca in doccia e la pagina sulla ristrutturazione del bagno.

IVA agevolata al 10% e beni significativi

Questa agevolazione vale anche per la sola trasformazione. Sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle abitazioni si applica l'IVA al 10% invece del 22% (fonte: Agenzia delle Entrate).

C'è però una regola da conoscere: quella dei beni significativi. Tra questi ci sono proprio sanitari e rubinetteria da bagno. Per questi beni il 10% si applica solo fino al valore della manodopera e del resto della prestazione; sulla parte eccedente si paga il 22%.

L'esempio dell'Agenzia delle Entrate: lavoro da 10.000 euro, di cui 6.000 di beni significativi. L'IVA al 10% si applica alla manodopera (4.000 euro) e a una parte dei beni di pari importo (altri 4.000 euro); sui 2.000 euro di beni restanti si paga il 22%.

Due cose pratiche:

  • l'IVA agevolata spetta sui beni forniti dall'impresa che esegue i lavori; se compri tu il box o il piatto e lo fai solo montare, quel bene lo paghi al 22%;
  • la fattura deve indicare il valore dei beni significativi. Se non c'è, chiedilo.

Sul peso dell'IVA nel prezzo finale trovi altri dettagli in quanto costa trasformare la vasca in doccia.

Bonus barriere architettoniche 75%: è finito

Se ne è parlato molto negli ultimi anni, ma la detrazione del 75% per il superamento delle barriere architettoniche (articolo 119-ter del DL 34/2020) valeva per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025 e non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (fonte: Agenzia delle Entrate).

Dal 2026 gli interventi per eliminare le barriere architettoniche tornano nel bonus ristrutturazione ordinario, al 50% o al 36%. La detrazione spetta anche se in casa non vive una persona con disabilità. Però c'è una condizione tecnica: l'intervento deve rispettare le caratteristiche del decreto ministeriale n. 236 del 1989. L'Agenzia delle Entrate cita espressamente il caso della sostituzione della vasca con un box doccia: se non rispetta quei requisiti, non è un intervento di abbattimento delle barriere.

Se stai pensando a una doccia accessibile per un genitore, la guida al bagno sicuro per anziani e il nostro servizio bagno sicuro ti aiutano a capire cosa serve davvero.

Agevolazioni per chi ha la legge 104

Per le persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 esistono agevolazioni specifiche (fonte: Agenzia delle Entrate, guida "Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità", febbraio 2026).

IVA al 4%

Si applica l'IVA al 4% invece del 22%:

  • ai mezzi necessari all'accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento delle persone con disabilità;
  • alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto per la realizzazione di opere di superamento o eliminazione delle barriere architettoniche.

Per gli ausili serve consegnare al fornitore la documentazione prevista, come il certificato che attesta l'invalidità funzionale permanente e, se richiesto, la certificazione del medico sul collegamento tra menomazione e ausilio.

Detrazione del 19%

Per i mezzi necessari all'accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento delle persone con disabilità spetta la detrazione IRPEF del 19% sull'intera spesa, senza la franchigia di 129,11 euro prevista per le altre spese sanitarie. Può usarla anche il familiare che ha la persona fiscalmente a carico. Il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta o altri sistemi tracciabili.

Attenzione: la stessa spesa non si può detrarre due volte. Per alcune voci, come le rampe, l'Agenzia precisa che il 19% spetta solo sulla parte eccedente quella già portata in detrazione come ristrutturazione. Quali ausili del bagno rientrino concretamente, per esempio sedute o maniglioni, va valutato caso per caso. Ancora una volta: verifica sempre il tuo caso con il commercialista o un CAF.

Bonifico parlante e documenti da conservare

Le detrazioni si perdono quasi sempre per errori formali. Ecco come evitarli.

Il bonifico parlante

Per la detrazione per ristrutturazione i pagamenti vanno fatti con l'apposito bonifico bancario o postale, anche online, che deve riportare (fonte: Agenzia delle Entrate):

  • la causale, con il riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
  • il codice fiscale di chi detrae;
  • la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che riceve il pagamento.

Sul bonifico la banca trattiene una ritenuta d'acconto dell'11% all'impresa: per te non cambia nulla, ma è il motivo per cui serve proprio quel modulo. Contanti, assegni o un bonifico ordinario fanno perdere la detrazione.

I documenti da tenere

Conserva per tutti gli anni in cui usi la detrazione:

  • fatture dell'impresa, con descrizione dei lavori;
  • ricevute dei bonifici parlanti;
  • titoli abilitativi richiesti dal Comune oppure, se il lavoro è in edilizia libera, la dichiarazione sostitutiva con la data di inizio lavori e l'attestazione che gli interventi sono agevolabili;
  • la comunicazione preventiva all'ASL, quando è obbligatoria in base alle norme sulla sicurezza dei cantieri;
  • per i lavori sulle parti comuni, la delibera del condominio e la tabella di ripartizione;
  • se sei inquilino o comodatario, il consenso del proprietario.

La comunicazione all'ENEA, invece, riguarda solo gli interventi che portano risparmio energetico o usano fonti rinnovabili: di norma non serve per una semplice trasformazione della vasca.

Un consiglio da artigiano: fai una cartella, di carta o sul computer, e mettici tutto il giorno stesso del pagamento. Dieci anni sono lunghi.

Cosa fare prima di firmare

Riassumendo, prima di iniziare un lavoro in bagno nel 2026:

  1. chiarisci che tipo di intervento è: sola trasformazione, ristrutturazione con impianti o abbattimento barriere;
  2. chiedi un preventivo con le voci separate e il valore dei beni significativi: ti serve per l'IVA e per il commercialista; leggi cosa deve contenere nella guida al preventivo del bagno;
  3. decidi chi paga e chi detrae, e intesta fattura e bonifico allo stesso soggetto;
  4. fai verificare il tuo caso al commercialista o a un CAF;
  5. programma i tempi: con le regole attuali, dal 2027 le percentuali scendono.

Parliamone al sopralluogo

Quando veniamo a casa tua per il sopralluogo gratuito, ti diciamo con chiarezza che tipo di intervento stai facendo e prepariamo un preventivo scritto voce per voce, con IVA indicata correttamente e beni significativi separati, pronto da portare al commercialista. Non ti promettiamo detrazioni che non spettano.

Lavoriamo in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, dal Monferrato a Torino, Milano, Pavia, Piacenza, Parma e Bologna: trovi tutte le zone servite. Approfondisci nella pagina bonus e agevolazioni, scopri la trasformazione vasca in doccia oppure contattaci per fissare il sopralluogo.

Articolo aggiornato a ottobre 2026 sulla base delle guide dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026 e della Legge di Bilancio 2026. Le norme fiscali cambiano spesso: verifica sempre il tuo caso con il commercialista o un CAF.

Domande frequenti

Esiste un bonus bagno 2026 specifico?

No, non esiste un bonus dedicato solo al bagno. Si usa la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, il cosiddetto bonus ristrutturazione: nel 2026 è al 50% per l'abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale e al 36% negli altri casi, su una spesa massima di 96.000 euro, in 10 rate annuali (fonte: Agenzia delle Entrate). A questa si aggiunge l'IVA agevolata al 10% sui lavori.

La trasformazione della vasca in doccia è detraibile nel 2026?

Da sola, di norma no. Secondo l'Agenzia delle Entrate la sostituzione della vasca con un box doccia è manutenzione ordinaria, che sulle singole abitazioni non dà diritto alla detrazione. Diventa detraibile se fa parte di un intervento più ampio di manutenzione straordinaria, come il rifacimento dell'impianto idraulico del bagno. L'IVA al 10%, invece, si applica comunque. Verifica sempre il tuo caso con il commercialista o un CAF.

Il bonus barriere architettoniche al 75% vale ancora nel 2026?

No. La detrazione del 75% per l'eliminazione delle barriere architettoniche riguardava le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025 e non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. Dal 2026 questi interventi rientrano nel bonus ristrutturazione ordinario, al 50% o al 36%, purché rispettino i requisiti tecnici del decreto ministeriale 236 del 1989 (fonte: Agenzia delle Entrate).

Come deve essere fatto il bonifico per la detrazione?

Serve il cosiddetto bonifico parlante, che banche e Poste offrono come modulo dedicato alle ristrutturazioni. Deve indicare la causale con il riferimento alla norma, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che riceve il pagamento. Un bonifico ordinario o un pagamento in contanti fanno perdere la detrazione. Conserva sempre la ricevuta insieme alla fattura.

Chi ha la legge 104 ha agevolazioni per la doccia?

Possono esserci. Per i mezzi di ausilio alla deambulazione e al sollevamento e per le opere di eliminazione delle barriere architettoniche è prevista l'IVA al 4%, con la documentazione richiesta. Per alcuni ausili spetta anche la detrazione del 19% sull'intera spesa, pagata con mezzi tracciabili (fonte: Agenzia delle Entrate). Le condizioni sono precise: verifica sempre il tuo caso con il commercialista o un CAF.

Cosa cambia per le detrazioni dal 2027?

Con le regole in vigore a ottobre 2026, per le spese sostenute nel 2027 la detrazione scende al 36% per l'abitazione principale e al 30% negli altri casi, sempre su 96.000 euro di spesa massima. Dal 2028 al 2033 è prevista al 30% su 48.000 euro (fonte: Agenzia delle Entrate). Le leggi di bilancio possono cambiare queste percentuali, quindi conviene controllare prima di programmare i lavori.

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